Un mazzo di carte, un pollaio e un gallo, questo è HENS


Ciao a tutti, oggi, per la rubrica, piccole ma toste, parliamo di una piccola scatola dall'alto potenziale ludico: Hens (da uno a quattro giocatori) di Giampaolo Razzino, autore ed editore con la Little Rocket Games; gioco nel quale saremo avicoltori impegnati a rendere felici e produttive le nostre galline.

Il gioco si incentra su un mazzo, composto da otto tipi/colori di gallina, numerate da uno a sei, che dovremmo piazzare in uno schema di dodici carte (con andamento 4 x 3 o 3 x 4), in modo da creare gruppi omogenei che daranno punti vittoria (uova e medaglie) e ci faranno risolvere obiettivi comuni.

Ogni turno ha tre fasi, partendo da una mano di quattro carte, ne pescheremo due (dal mazzo comune o dagli scarti degli avversari) per poi giocarne una nell'area di gioco in modo da rispettare le regole di piazzamento: carte dello stesso colore potranno essere giocate adiacentemente in modo indifferente; quelle di colore diverso dovranno essere maggiori o minori di 1 rispetto alle adiacenti; la carta andrà giocata a faccia in giù in caso di assenza di possibili valide adiacenze. Alla fine del turno, scarteremo sempre una carta dalla mano.

A metà partita, dovremmo piazzare il gallo su una carta che farà parte di un gruppo che potrebbe dare punti a fine partita.

Il punteggio finale è dato dalla somma delle uova del gruppo di carte maggiore e di quelle del gruppo del gallo (si conteggerà il solo gruppo del gallo qualora fosse, invece, il più esteso); le medaglie daranno 2 punti ogni 3; si conteggeranno i punti degli obiettivi finali; verrà sottratto un punto per ogni carta pollaio (a faccia in giù); spareggerà il gruppo più esteso.

Analisi.

Si tratta di un astratto di piazzamento carte, con meccaniche di set collection, pattern building, gestione mano che si alimenta mediante il ricorso alla pesca dal mazzo o dagli scarti.

Il gioco risulta assai più complesso di quello che le ridotte dimensioni facciano immaginare.

I giocatori saranno, infatti, impegnati, fin dai primi round, ad affrontare significative scelte strategiche, in un contesto continuamente mutevole, dovendosi scontrare con l'imprevedibilità della pesca dal mazzo e le imprescindibili cattiverie degli avversari, in fase di scarto.

Non basterà, quindi, puntare forte su uno degli otto colori (alcuni dei quali presenti in duplice copia) ma bisognerà tenere d'occhio anche il possibile gruppo su cui piazzare il gallo che, con la sua cresta folta, cercherà di farla da padrone sul pollaio e conquistare più galline possibili, sottraendo punti vittoria.

Attenzione, quindi, a dove si piazzeranno le galline.

A fine partita, una scelta non ponderata farà accrescere eccessivamente il gruppo del gallo che azzererà la fonte principale di punti vittoria o, peggio ancora, farà scappare una o più galline, che insoddisfatte, lasceranno un posto vuoto, improduttivo di uova e causa di punti negativi.


Saremo, quindi, costretti, inevitabilmente, a scartare qualche bella gallina medagliata e piena d'uova che non troverà spazio nel nostro pollaio e dedicarci a quelle che saranno più adatte a un equilibrato e sereno sviluppo della nostra attività. Del resto, si sa, le galline serene e felici sono più invogliate a fare uova!

Infine, come se non bastassero galli cedroni e galline desiderose di coccole, il gioco richiederà, anche, di perseguire obiettivi di qualità, spesso in contrasto tra loro e con il sistema di punteggio generale.

Gli obiettivi sono scelti volontariamente o casualmente dai giocatori e possono davvero essere molto diversi l'uno dall'altro, condizionando il punteggio, anche negativamente, in base a come posizioneremo le carte (per file, colonne, gruppi o singolarmente).

I giocatori partiranno, quindi, in sicurezza, ad accumulare carte dello stesso colore, liberi da vincoli numerici, per trovarsi d'un tratto persi e dubbiosi su quale strada prendere, dovendo rispettare le stringenti limitazioni di piazzamento tra carte di colore diverso, con il pensiero rivolto anche alla possibile carta da scartare.

Infatti, soprattutto in un numero di elevato di giocatori, la carta alla quale rinunciare non sarà mai lasciata a cuor leggero, perché non conoscendo la mano degli avversari, un'improvvida scelta potrebbe favorire gli altri, aprendo, loro, nuovi scenari e strade da percorrere.

Alta è, quindi, l'interazione (indiretta) che creerà una bella tensione al tavolo; serpeggerà scarsa fiducia verso il pollaio del vicino; i giocatori saranno intenti a guardare ben oltre la propria area di gioco, verso gli scarti altrui, attratti da possibili perle e verso gli schemi, in fase di costruzione degli avversari, per tenere a bada (nella propria mano) le galline più succulenti.

La presenza di un folto mazzo di carte, che può dar luogo a tante combinazioni; l'elevato numero di obiettivi molto diversi tra loro; l'alta interazione; un solitario non banale, rendono il gioco longevo, anche per via dei componenti minimali (un mazzo di carte in un comodo inserto in cartone e una piccola scatola); il gioco è ideale per una gita fuori porta, bastando anche un ripiano non stabile.

Insomma, Hens è adatto a tutte le esperienze: chi cerca un bel rompicapo matematico, fatto d'incastri non banali, interazione forte con gli avversari ma anche chi vuole risalassarsi in solitario nel tentativo di migliorare il proprio punteggio.

Alla fine, non ci sentiremo degli allevatori, non gusteremo, di certo, uova da bere od omelette, ma avremo trascorso una mezzoretta, spremendo le meningi appresso numeri e colori nel tentativo di creare lo schema perfetto! 

Il gioco è promosso e merita, a mio avviso, un bel 7









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