Perché giocare da tavolo?
Il gioco da tavolo è al centro di un mercato molto vivo e pieno di varietà.
Negli ultimi anni, sono usciti migliaia di titoli: è davvero possibile trovare ogni tipo di esperienza, da quelle più minimali a quelle più spettacolari e ridondanti.
Questo porta a un continuo stimolo di ricerca e curiosità per gli autori che regalano all'utente sempre qualcosa di diverso e interessante.
Spinto da questo crescente interesse verso il gioco da tavolo, in questo frammento, vi espongo le ragioni per le quali vi consiglierei di provare questa esperienza.
E' un'immersione nella fantasia.
Siete davanti a un meraviglioso tabellone, pieno di colori, esagoni, indicatori in legno o plastica, immersi in un luogo e in tempo lontano; potreste impersonare banchieri, naviganti, commercianti, ma anche cavalieri, maghi; direttori di un circo o di uno zoo, piloti di formula uno, capi di una civiltà o, semplicemente, potreste sfidare un avversario in un astratto scacchistico.
Il gioco è una storia che diventa la vostra della quale sarete gli unici protagonisti.
E' una sfida intellettuale.
Occorre superare un pregiudizio: la stragrande maggioranza dei giochi da tavolo non è affatto paragonabile al gioco dell'infanzia e della prima fanciullezza al quale viene, comunque, dedicato un intero settore per introdurre i più piccoli, in modo graduale, al gioco più strutturato.
Tuttavia, se siete adulti, ma anche adolescenti, il gioco di tavolo vi fornisce una sfida mentale e intellettuale raffinatissima.
Il grado di complessità dei giochi è variabile ma regala sempre un adeguato livello di sfida e partecipazione nonché grande varietà: assai raramente una partita è uguale alla precedente anche perché, cambiando gli interlocutori al tavolo, si creano ulteriori variabili a quelle già offerte dal gioco.
Potreste usare carte o dadi, potrebbe servire destrezza, capacità d'immaginazione o di interazione sociale, potreste dedicare una maggiore riflessione strategica nei giochi più strutturati oppure sfruttare capacità deduttive o, ancora, semplicemente, avere voglia di collaborare insieme.
Il gioco da tavolo è, di certo, una sfida con se stessi ma lo è anche con gli altri giocatori: chi necessita della contesa e del confronto sportivo e leale, potrà trovare soddisfazione.
Il gioco da tavolo sviluppa, inoltre, capacità cognitive e relazionali, divenendo anche un prezioso strumento didattico che favorisce l'integrazione sociale.
E' un aggregatore sociale unico.
La sfida intellettuale e la spinta alla ricerca della novità sono le basi per coltivare questo interesse ma rimarrebbero fine a se stesse se non ci fossero anche altri due elementi importantissimi.
Il primo è la possibilità di creare, immediatamente, alla prima partita, un rapporto genuino tra compagni di tavolo, poiché il forte coinvolgimento emotivo e il senso di benessere sciolgono timidezze e inibizioni, facendo emergere l'essenza della nostra personalità.
Avviene, quindi, frequentemente, che il tavolo crei un'amicizia profonda tra i giocatori che si fonde sul senso di appartenenza a un gruppo nel quale ognuno trova certamente qualcosa di sé nell'altro.
E' divertente.
Infine, alla base di tutto ci sta un indiscutibile verità: qualsiasi sia la sfida che si sta affrontando e la compagnia con cui la si sta condividendo, al tavolo, si ha la consapevolezza di partecipare, pur sempre, a un gioco e in modo del tutto volontario.
Questa sensazione è certamente fonte di piacere e divertimento.
Provare non costa nulla.
Tiriamo, quindi, le fila del discorso
Cosa serve quindi per iniziare?
Una serata o un pomeriggio di gioco, magari, coinvolti da un amico o un conoscente, oppure presso la ludoteca vicino casa o un'associazione ludica della città.
Seduti al tavolo, con la voglia di divertimento e, con curiosità, scelto il gioco, occorre avere la pazienza di ascoltare la spiegazione delle regole ed è fatta; siete, già, dentro questo mondo.
Sono convinto che non ve ne pentirete e che, probabilmente, al termine della partita, non vedrete l'ora che accada di nuovo.
Alla prossima!

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