Calico vs Cascadia vs Verdant. Cosa preferiamo tra una calda coperta, un bel paesaggio o un giardino pieno di piante rigogliose?

Bentornati, 
con questo approfondimento, farò un confronto tra tre giochi della Flatout Games, usciti a distanza di un anno, l'uno dall'altro, Calico (2020), Cascadia (2021), Verdant (2022).


Si tratta di giochi che presentano una continuità nelle meccaniche, nelle dinamiche, nei componenti, nelle tematiche, frutto di una precisa linea editoriale e autoriale, visto che hanno in comune l'illustratrice, Beth Sobel e, a eccezione di Cascadia, che è di Randy Flynn, il medesimo designer Kevin Russ, per Calico e Verdant, coadiuvato, per quest'ultimo gioco, da Molly Johnson, Robert Melvin, Aaron Mesburne, Shawn Stankewich.

La casa editrice ha riscosso grande successo, avendo reso accessibile a tutti (e alla famiglie, in particolare) il gioco astratto di piazzamento tessere/carte e costruzione di pattern, prendendo spunto da quanto era avvenuto, qualche anno prima, con Azul, che, a mio avviso, rimane ancora insuperato per pulizia stilistica.

Il confronto passerà attraverso l'esame comparato delle caratteristiche principali (meccaniche, sistema di punteggio, tema e ambientazione, scalabilità e interazione, longevità) e si concluderà con la scala di preferenza e la votazione finale.


MECCANICHE

Le meccaniche principali dei tre giochi sono:

- Pattern Building e Tile placement: costruzione di uno schema, mediante accostamento di tessere o carte, guidato da condizioni di punteggio, riconducibili, in larga misura, ad aree aventi caratteristiche comuni (forma, colore).

- Open drafting: mercato comune dei componenti da utilizzare e piazzare nell'area di gioco.

- Bag building: pesca dei componenti da un sacchetto.

- Set collection: collezione di token specifici, di solito, ottenuti nella fase di pesca iniziale.

Si tratta di giochi che presentano delle similitudini ma anche elementi di divergenza tali rendere l'esperienza di gioco differente e non sovrapponibile.

Qui di seguito esaminerò, pertanto, nel dettaglio le singole meccaniche, specificando gli aspetti comuni e dissimili, indicando la mia preferenza per ognuno di esse.



Pattern Building e Tile placement

Calico: la costruzione dello schema è delimitato dal numero di tessere disponibili in mano (due) e, soprattutto, dai confini della plancia personale che, nel corso della partita, si restringono sempre di più nel tentativo di portare a termine i vari obiettivi di partita (colore, motivi, obiettivi qualità).

Cascadia: lo schema è libero e non ci sono restrizioni nel piazzamento tessere, se non l'adiacenza con quelle già presenti; i token animali devono essere, però, piazzati sopra la relativa icona; La piena libertà di piazzamento dà la possibilità di sperimentare soluzioni creative nello sviluppo del pattern, concentrandosi sulla crescita omogenea dei biomi.

Verdant: lo schema è un rettangolo di carte fisso (cinque di lunghezza x tre di larghezza); le stanze e le piante devono alternarsi; in questo caso, come in Calico, i limiti stringenti rendono spesso le scelte obbligate o subottimali.

La mia preferenza va a Cascadia perché consente di seguire diverse strade strategiche, mentre gli altri due sono giochi tattici e di adattamento.

Open Drafting

Calico: la scelta avviene tra una delle tre tessere del mercato al fine di ripristinare la mano di due.

Cascadia: la scelta avviene tra una delle quattro combinazioni bioma/animale della stessa colonna.
 
Eccezioni: giocare una pigna, per scartare tutte le tessere animale o scegliere una tessera e un token da colonne diverse; scartare, facoltativamente, tre token animali uguali od obbligatoriamente quattro uguali.

Verdant: la scelta avviene tra una della quattro combinazioni stanza/oggetto o pianta/oggetto della stessa colonna; in questo caso, la carta ignorata riceve un pollice verde.

Eccezioni: giocare due pollici verde per scartare tutti gli oggetti, un numero qualsiasi di carte o selezionare carte e oggetti in modo sfalsato.

La scelta più immediata, ma anche più tattica, è quella di Calico, perché è limitata dal numero di tessere in mano e nel mercato, per cui risulta spesso obbligata, anche a causa della pesca casuale dal sacchetto.

La selezione di Verdant è assai articolata e comprende diversi passaggi e valutazioni che frammentano e complicano il turno, pur potendo intervenire sul contenuto del mercato, attraverso i pollici verdi.

La meccanica in Cascadia è, invece, ben congegnata e dotata di profondità strategica; come in Verdant, è possibile modificare i criteri di selezione, utilizzando le pigne, ma, a questo elemento, si aggiunge la maggiore libertà di piazzamento (di cui si è già detto sopra) che consente di sperimentare e specializzarsi nello sviluppo dei biomi e nella risoluzione delle carte animali.

Bag building

Cosa contiene il sacchetto?

Calico: le pezze di cui si comporrà la coperta.

Cascadia: i token animale.

Verdant: arredo/animali domestici e oggetti cura.

Questa meccanica incide, molto di più, in Calico: le tessere sono l'unica scelta del giocatore. L'alea è, quindi, determinante, anche perché non ci sono strumenti per modificare il mercato.

In Cascadia e in Verdant, la pesca incide in misura inferiore e può essere mitigata, con azioni gratuite.

Set Collection

Si collezionano gettoni e token che hanno diverse funzioni.

Calico: gettoni gatto e bottone, che indicano il punteggio ottenuto in base alle combinazioni realizzate.

Cascadia: token animali, per massimizzare il punteggio in base alle carte obiettivo e pigne, per avere maggiore flessibilità di scelta.

Verdant: arredi e animali che incidono sul punteggio finale, in base al numero di token unici posseduti o mediante l'associazione stanza/oggetto dello stesso colore e oggetti cura, utili per la crescita delle piante.

La meccanica è implementata, in modo più variegato, in Verdant, dove i token hanno diverse funzioni (non direttamente riconducibili al punteggio finale), a seguire, metterei Cascadia, dove i token servono a risolvere gli schemi delle carte animale e, infine, Calico in cui i gettoni servono solo come segnapunti.

Tirando le somme di questa prima parte dell'analisi, dal punto di vista delle meccaniche, la mia preferenza va, certamente, a Cascadia perché media e riduce l'alea della pesca di Calico e alcuni eccessi di complicazione nel piazzamento e nella collezione set di Verdant.


SISTEMA DI PUNTEGGIO

Calico: i punti si ottengono, collezionando gettoni bottone/gettone gatto (i primi, danno punti per gruppi di colore e i secondi, per le combinazioni delle tessere gatto) e risolvendo gli obiettivi di qualità, che corrispondono alle combinazioni indicate nelle tessere, scelte ad inizio partita. 

Cascadia: i punti si ottengono, risolvendo le carte animali e gli schemi, ivi descritti, sorteggiati all'inizio della partita; altri punti si ottengono, conteggiando l'estensione dei biomi (un punto per ogni tessera contigua del gruppo maggiore) e attribuendo il bonus ai giocatori che hanno realizzato il bioma più esteso per ogni tipo; infine, si contano le pigne non utilizzate.

Verdant: piante completate, token crescita conservati; stanze abbinate alle piante (punteggio raddoppiato in caso di associazione oggetto/stanza dello stesso colore); oggetti unici collezionati; bonus arredatore e giardiniere (stanze e piante di tutti i colori); obiettivi comuni (pianta, oggetto, stanza).

Il mio preferito è Cascadia: il sistema di punteggio è, infatti, sfidante perché richiede di verificare l'esatta posizione degli animali ma anche di provare ad estendere i biomi il più possibile, tenendo conto anche dell'operato degli avversari: si recupera, pertanto, in fase di punteggio, l'interazione che manca nel corso della partita.

Il punteggio di Calico è in linea con la natura family del gioco: poche variabili da considerare (colori e motivi); risulta, invece, più complesso, come già detto, l'incastro dei pezzi e la loro ottimale combinazione per via della plancia limitata.

Il punteggio di Verdant ha l'ambizione di essere coerente con il tema: diventare il giardiniere e l'arredatore più in gamba. A mio avviso, però, introduce troppi elementi da conteggiare per cui rischia di diventare più lungo il calcolo dei punti che la partita stessa. L'aggiunta degli obiettivi comuni, spesso in contrasto con le regole base di punteggio, costituisce un ulteriore appesantimento e complicazione forzata.


TEMA E AMBIENTAZIONE

Si tratta di tre giochi astratti di piazzamento (tessere/carte); l'ambientazione non è, di certo, l'elemento principale su cui gli autori e l'editore hanno puntato. 

Tra i tre, si sente maggiormente in Verdant: la crescita delle piante che dipende dalla giusta esposizione al sole, l'uso di fertilizzanti e gli attrezzi di giardinaggio, è sviluppata bene, a scapito, però, a mio avviso, di una maggiore complicatezza di alcuni passaggi, soprattutto, nella fase di punteggio finale.

Calico ha un tema che attira molto il pubblico: gatti e coperte di lana. Tuttavia l'idea, sul tavolo, si sviluppa in modo assai più astratto di Verdant, perché prevale l'attenzione a chiudere il rompicapo e a raggiungere gli obiettivi di punteggio piuttosto che a prendersi cura di un coccoloso gattino.

Cascadia è il gioco più astratto di tre, come testimonia l'assoluta libertà di creare biomi interconnessi e la possibilità di piazzare animali in zone improbabili (il famoso salmone della prateria: essere mitologico, presente solo in questo gioco).

SCALABILITA' E INTERAZIONE

Calico può essere giocato da 1 a 4; Cascadia va da 1 a 4, ma con l'espansione Landmarks, consente di giocare sino a 6; Verdant è previsto da 1 a 5 giocatori.

Sotto questo profilo, appaiono equivalenti tutte le configurazioni, non puntando, nessuno dei tre giochi in modo particolare sull'interazione, se non limitatamente alla fase del mercato, prediligendo piuttosto la creazione e lo sviluppo dello schema che riguarda soltanto l'area di gioco personale.

La maggiore interazione si trova, a mio avviso, in Calico: unico componente di gioco sono i pezzi di coperta che vanno piazzati nella plancia e non ci sono correttivi che facciano variare il mercato; poche ma significative scelte per cui ogni tessera può essere determinante.

In Cascadia e in Verdant, la possibilità di scegliere tra più componenti e di variare il contenuto del mercato, danno maggiore libertà ai giocatori, riducendo così l'incidenza delle mosse avversarie.

In due giocatori, tutti i giochi appaiono più interattivi perché è possibile controllare il gioco dell'avversario e cercare di svantaggiarlo. Tuttavia, l'ottimizzazione dello schema è l'obiettivo principale, per cui è sempre più conveniente curare il proprio gioco piuttosto che ostacolare quello degli altri.

In più giocatori, diventa assai complicato, in ogni caso, controllare l'andamento del flusso di gioco, facendo aumentare la sensazione di partecipare a un solitario di gruppo.

Il solitario introduce scenari e missioni con obiettivi variabili e a difficoltà crescenti.


LONGEVITA'

I giochi si equivalgono in longevità, per la durata contenuta che lascia la voglia di giocare, più volte, per migliorare il punteggio e creare lo schema perfetto. Il tutto è accresciuto dalle ulteriori variabili, date da obiettivi comuni, che variano di partita in partita, e dalla diversa selezione di tessere/carte e token.

Cascadia, per le ragioni già spiegate (libertà di piazzamento e maggiore spazio creativo), appare il più longevo.
 
Calico potrebbe, alla lunga, apparire un po' più ripetitivo, avendo un minor numero di obiettivi e combinazioni limitate dalla plancia personale.

Verdant, pur dotato di molte variabili, si muove all'interno di un rigido schema da seguire (stanza/pianta/stanza/pianta...) e questo potrebbe incidere sulla voglia di intavolarlo più volte.


COMPONENTISTICA E LIVELLO PRODUTTIVO

Dal punto di vista della qualità dei componenti ci troviamo su un livello omogeneo.

Non a caso, i giochi, tra i vari elementi in comune, hanno la medesima illustratrice, Beth Sobel, famosa per Wingspan e Viticulture.

La mia preferenza va, però, anche in questo caso, a Cascadia.

I colori, usati per identificare i vari biomi, lo spessore di tessere e token, le illustrazioni sulle carte animali rendono il gioco più attraente a livello visivo e tattile. Risulta, assai, piacevole il risultato finale, con lo sviluppo del proprio schema che comprende praterie, montagne, boschi, corsi d'acqua, restituendo un'immagine che evoca la regione di cui il nome porta il gioco.

I componenti di Calico si caratterizzano per note di colore più tenui, coerentemente con la rappresentazione grafica di una calda coperta, adatta per fare accomodare i gatti; quest' ultimi sono i veri protagonisti delle illustrazioni di vari componenti e, in primis, della dolcissima copertina (sicuramente la migliore tra i tre giochi).

Verdant predilige il verde delle piante (presenti in grande parte dei componenti e nel sacchetto) ma appare meno ispirato. Le carte non sono particolarmente spesse e, a livello illustrativo, non spiccano affianco alle stanze; quest'ultime si distinguono solo per i colori e non per caratteristiche particolari. I token descrivono animali e oggetti la cui raffigurazione è piuttosto ordinaria. 


CONCLUSIONI

Come avete, di certo, compreso, la mia preferenza complessivamente va a Cascadia.

Il più astratto dei tre giochi, ha, però, la sua forza di attrazione nella libertà di sperimentare diverse soluzioni strategiche, laddove gli altri due appaiono più ingessati e guidati dalle regole rigide di composizione della schema principale. 

Altro punto di forza di Cascadia è il sistema di punteggio che riesce a essere vario a ogni partita, grazie alle combinazioni di carte animale, sempre diverse e punta anche a guardare il gioco degli avversari per ottenere la maggioranza nei biomi, non limitandosi, come negli altri due, a guardare soltanto, davanti a se, nella propria area di gioco.

Calico punta su un regolamento più snello; il flusso di gioco risente, per un verso, delle limitazioni della mano di tessere e dei confini della plancia, cosicché ogni scelta diviene significativa e sofferta e, per altro verso, dell'alea della pesca dal sacchetto, per ripristinare il mercato, che porta il gioco a essere tattico e di adattamento.

Verdant prevale, sugli altri, per la resa dell'ambientazione e del tema ma il suo punto debole, non sta tanto nel flusso di gioco, quanto nelle numerose variabili da seguire e controllare per calcolare il punteggio finale, tanto articolato e lungo.

La trilogia è un ottimo di esempio di prodotti, adatti a tutti. L'esecuzione del rompicapo, per il raggiungimento degli obiettivi, è una sfida mentale non particolarmente complessa ma sufficientemente impegnativa da divenire interessante anche per giocatori più esperti.


VOTI FINALI.
Come da tradizione, concludo con i voti.

Cascadia si merita un 7,5, tendente all'8, per la sua capacità di essere sicuramente il più strategico e interattivo dei tre giochi, dotato di una componentistica più curata e una grafica più colorata.

Calico raggiunge la sufficienza piena (6,5), per la semplicità delle regole, la velocità delle partite, il tema accattivante ma rimane un gradino sotto per l'incidenza dell'alea nel flusso di gioco.

Verdant chiude la classifica con la sufficienza (6), per essere un'occasione mancata. Nonostante il tema e l'ambientazione sia più sentito e meglio sviluppato, il flusso di gioco risulta più articolato, con un maggiore numero di variabili da considerare, ai fini del punteggio finale, che creano complicazione senza aggiungere complessità.


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